Consolidare il debito consente di allungare la durata e ridurre la rata del prestito

Oltre ai vari strumenti per finanziare nuove spese ci sono anche quelli per sostituire contratti in essere.

Sono i prestiti di consolidamento che, secondo quanto rilevato dall’osservatorio di Prestitionline.it, costituiscono il 13,1% delle richieste di nuove erogazioni.

Un imprevisto in famiglia o difficoltà in ambito lavorativo possono portare all’incapacità di onorare le scadenze di più finanziamenti, magari di importo unitario ridotto, che sono stati sottoscritti in passato.

Prestiti personali di consolidamento debiti

Chi si trova in questa situazione può ricorrere al consolidamento, che in buona sostanza prevede l’estinzione anticipata dei contratti in essere e l’apertura di uno solo nuovo.

Nel complesso, dato che il nuovo piano di rimborso molto probabilmente avrà una durata superiore ai preesistenti, l’esborso complessivo potrebbe essere maggiore rispetto al completamento dei singoli finanziamenti.

L’obiettivo di questa operazione non è tanto spuntare delle condizioni migliori in assoluto, quale per esempio un Taeg ridotto, ma definire una rata mensile sostenibile e quindi ritrovare l’equilibrio finanziario del singolo o della famiglia. I risultati conseguibili da questo punto di vista sono apprezzabili.

Va comunque detto che, come testimonia la differenza tra richieste presentate e quelle autorizzate dagli operatori, l’accesso a questo tipo di finanziamento non è facile perchè il profilo dei richiedenti spesso presenta delle criticità o addirittura le posizioni non sono più recuperabili ed in questa fase di mercato difficile gli operatori stanno molto attenti a valutare i singoli casi.

Peraltro, sottolinea Roberto Anedda, direttore marketing del Gruppo Mutuionline, “se c’è anche un mutuo in essere, più che al prestito di consolidamento si opta per un nuovo mutuo di consolidamento in cui rientrano tutti i finanziamenti aperti”. In base ai dati dell’osservatorio Prestitionline a fronte di richieste pari al 13,1% del totale l’erogato è pari al 5,4%. Peraltro, la quota di richieste dal 2005 a oggi è sempre oscillata intorno al 14-15%, quindi non si registra un ricorso particolare a questa possibilità a seguito della crisi del 2008.

Situazione analoga per i prestiti di liquidità (che spesso vengono usati per finalità analoghe al consolidamento in quanto si richiedono contanti per chiudere posizioni debitorie aperte) con richieste a quota 16,8% ed erogazioni pari al 7,5% del totale.

Anche in questo caso gli operatori sono particolarmente attenti nel valutare le pratiche perchè dietro le richieste spesso ci sono situazioni di difficoltà oggettiva da parte dei consumatori alle prese con bilanci personali in condizioni critiche.